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La missione ONU nel Sahara Occidentale è terminata senza un nuovo accordo. Negli Stati Uniti, gli elettori mostrano malcontento verso l’economia e il presiden
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Oggi parliamo della fine della missione ONU nel Sahara Occidentale e di un sondaggio sulle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
Tutto quello che diciamo oggi è scritto per voi, con il vocabolario spiegato, su linguawire.com.
La prima notizia ci porta nel Sahara Occidentale, dove è terminata una missione di pace delle Nazioni Unite.
Con noi c’è Marco, il corrispondente di LinguaWire per gli esteri. Marco, che cosa è successo?
Ciao Luca. Domenica è finito il mandato della MINURSO, la missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale. Il Consiglio di Sicurezza non è riuscito a rinnovarlo venerdì, quindi la missione ha concluso le sue operazioni di pace.
Perché questa fine preoccupa le Nazioni Unite?
Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha detto di essere preoccupato per la sicurezza in tutto il territorio. Ha avvertito che le ostilità potrebbero aumentare e ha chiesto a tutte le parti di mostrare la massima moderazione.
Qual era il compito della MINURSO?
La missione era stata creata nel 1991, dopo un cessate il fuoco. Doveva controllare il rispetto della tregua e preparare un referendum sul futuro del Sahara Occidentale.
E il futuro del territorio resta ancora contestato?
Sì. Il Marocco considera il Sahara Occidentale parte del proprio territorio dal 1975, quando la Spagna si ritirò dalla regione desertica nel nord-ovest dell’Africa. Dall’altra parte c’è il Fronte Polisario, un movimento sostenuto dall’Algeria che rappresenta il popolo sahrawi e chiede uno Stato indipendente, la Repubblica Sahrawi.
Che cosa è accaduto al Consiglio di Sicurezza?
Gli Stati Uniti avevano proposto di prolungare la missione di un anno. La bozza americana sosteneva il principio di autodeterminazione, ma avrebbe tolto la parola “referendum” dal nome della missione e avrebbe indicato la proposta marocchina di autonomia come unica base per i futuri negoziati.
Quella proposta non è passata?
No. La Russia ha posto il veto, anche se undici dei quindici membri del Consiglio la sostenevano, compresi Francia e Regno Unito. In seguito, il Consiglio ha respinto anche una proposta alternativa della Russia. Così il mandato è scaduto senza essere rinnovato.
Che cosa succede ora sul terreno?
Dal primo novembre è iniziata la fase di liquidazione della missione. I mezzi della MINURSO saranno riportati nei paesi che hanno fornito le truppe. Guterres ha però detto che l’ONU è pronta a continuare a sostenere il dialogo e una soluzione pacifica del conflitto.
Grazie, Marco.
Passiamo agli Stati Uniti, dove un nuovo sondaggio mostra un vantaggio dei democratici prima delle elezioni di metà mandato.
Ci aggiorna Giulia, la corrispondente di LinguaWire per la politica. Giulia, che cosa dice questo sondaggio?
Ciao Luca. Il sondaggio nazionale indica che gli elettori registrati preferiscono un Congresso controllato dai democratici. I democratici sono al 52 per cento, contro il 45 per cento dei repubblicani: un vantaggio di sette punti.
È un vantaggio più ampio rispetto al mese scorso?
Sì, è aumentato di due punti rispetto al sondaggio precedente. Tra gli elettori indipendenti, cioè quelli che non si identificano con uno dei due principali partiti, il vantaggio democratico è di ventuno punti.
Ma ci sono ancora elettori che non hanno deciso?
Sì, il tre per cento era ancora indeciso quando il sondaggio è stato realizzato, dal 28 al 30 ottobre. In alcune gare molto equilibrate per la Camera dei rappresentanti e il Senato, questi voti potrebbero influenzare il risultato finale.
Qual è il ruolo del presidente Donald Trump in questo clima politico?
Il suo tasso di disapprovazione è arrivato al 60 per cento, il livello più alto registrato dal sondaggio durante i suoi due mandati. Il 40 per cento, invece, approva il suo operato.
Che cosa preoccupa maggiormente gli elettori?
Circa tre elettori su quattro sono insoddisfatti della situazione economica. Trump aveva vinto un secondo mandato nel 2024 promettendo di ridurre i prezzi e di riportare le condizioni economiche del suo primo mandato. Ora quasi due terzi degli elettori chiedono un cambiamento rispetto alla direzione scelta dal presidente.
Il sondaggio parla anche della situazione economica personale?
Sì. Per la prima volta in trent’anni di questi sondaggi, più elettori si dicono insoddisfatti della propria situazione finanziaria che soddisfatti: il 51 per cento contro il 49 per cento.
Quindi i democratici sembrano favoriti?
Il quadro generale li favorisce, ma non è semplice. Sui temi principali, elettori e elettrici giudicano repubblicani e democratici in modo quasi uguale. Anche il Partito Democratico resta molto impopolare. Inoltre, gli elettori repubblicani negli Stati e nei distretti vinti da Trump nel 2024 restano fedeli al loro partito.
Che cosa sarà decisivo martedì?
Sarà importante vedere se il malcontento verso Trump e l’economia porterà più voti ai democratici, soprattutto nelle gare incerte. I repubblicani hanno maggioranze ristrette sia alla Camera sia al Senato, e molte sfide decisive si svolgono in territori favorevoli al loro partito.
Grazie, Giulia.
Parte uno: il vocabolario.
La tregua.
Significa una pausa nei combattimenti: nella storia, «Doveva controllare il rispetto della tregua».
La tregua è durata sei mesi.
Il veto.
Significa il potere di bloccare una decisione: nella storia, «La Russia ha posto il veto».
Un paese ha usato il veto contro la proposta.
La moderazione.
Significa calma e autocontrollo: nella storia, «mostrare la massima moderazione».
Durante la crisi, tutti hanno mostrato moderazione.
Parte due: la grammatica.
La forma passiva al futuro: «I mezzi della MINURSO saranno riportati nei paesi che hanno fornito le truppe».
Con la forma passiva, il soggetto riceve l’azione. Qui i mezzi ricevono l’azione di riportare: usiamo essere al futuro più il participio passato.
Lo vediamo nella storia: «I mezzi della MINURSO saranno riportati nei paesi che hanno fornito le truppe».
I documenti saranno inviati domani.
Ripeti: I mezzi della MINURSO saranno riportati nei paesi che hanno fornito le truppe.
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