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Nell’edizione speciale della domenica parliamo di un armadio scoperto a Pompei e di un evento di Halloween al Castello Visconteo di Locarno.
A current Italian news story adapted for language learners at B1, with audio, transcript, vocabulary and comprehension work.
Questa è la nostra edizione speciale della domenica, con storie dal mondo di lingua italiana dell'ultima settimana.
Parliamo di un armadio ritrovato a Pompei e di Halloween al Castello Visconteo di Locarno.
Se volete leggere mentre ascoltate, la trascrizione completa e il vocabolario spiegato vi aspettano su linguawire.com.
Cominciamo dall’armadio di una donna, scoperto a Pompei, che apre una finestra sulla vita quotidiana della città antica.
Ce ne parla Paolo, corrispondente di LinguaWire per la cultura.
Ciao Luca. Questa settimana gli archeologi di Pompei hanno raccontato il ritrovamento di un armadio che non fu mai più riaperto dopo l’eruzione del Vesuvio, nel 79 dopo Cristo. Dentro c’erano oggetti diversi, capaci di restituire alcuni aspetti della vita di una donna dell’epoca.
Che tipo di oggetti sono stati trovati?
C’erano strumenti per truccarsi, come una pinzetta e uno stemperatoio, cioè uno strumento per mescolare prodotti cosmetici. Sono stati trovati anche un piccolo contenitore di vetro per profumi, un bruciaprofumi e una lucerna di bronzo.
Oggetti semplici, ma molto vicini alla vita di tutti i giorni.
Sì. Nell’armadio c’erano anche vasi e pentole di bronzo, vetro e ceramica. Uno di questi oggetti, un piccolo boccale raffinato decorato con scaglie di pigna, poteva forse avere anche un valore legato ai ricordi.
E gli archeologi hanno trovato segni di un’attività commerciale?
Hanno trovato pesi di piombo, probabilmente usati per un’attività di vendita. Erano sistemati in una piccola cassetta di legno, della quale sono rimaste solo tracce deboli.
C’è poi una collana particolarmente interessante.
La collana era composta da almeno ventiquattro piccoli oggetti di faïence, osso, pasta vitrea e cristallo di rocca. Tutti avevano un foro per essere appesi. Rappresentavano divinità, fra cui Bes e Mercurio, ma anche mani, piedi, pigne e grappoli.
Che cosa sappiamo del significato di questi piccoli oggetti?
In passato venivano talvolta considerati oggetti magici, usati per fatture o filtri. Gli archeologi spiegano invece che erano amuleti dati ai bambini per proteggerli e anche per sentirli quando si muovevano. Alcune persone adulte potevano conservarli come ricordo della propria infanzia.
Dove si trovava la casa?
L’armadio era nella casa IX 11, 7, chiamata anche casa di Cornelius Maximus, nell’area centrale di Pompei, lungo la via dell’Abbondanza. La stanza aveva pitture parietali raffinate del quarto stile, attribuite alla bottega di Via di Castricio. Questo fa pensare a un certo benessere degli abitanti.
Possiamo sapere chi viveva lì?
No, non con certezza. Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, ha detto che non è possibile ricostruire l’identità di chi abitava nella casa. Tuttavia, questi oggetti avvicinano gli studiosi alla sua quotidianità e, come ha spiegato, alla dimensione umana del passato.
Grazie, Paolo.
Andiamo ora a Locarno, dove Halloween è diventato un modo per far conoscere ai giovani la storia della città.
Con noi c’è Giulia, corrispondente di LinguaWire per la cultura.
Ciao Luca. Sabato il Castello Visconteo di Locarno ha proposto un evento di Halloween per famiglie, con pozioni magiche, racconti da brividi e streghe. L’obiettivo era usare una festa molto popolare per avvicinare bambini e ragazzi alle storie del territorio.
Perché il castello è un luogo adatto a questo tipo di iniziativa?
Il Castello Visconteo offre uno scenario molto adatto ai racconti misteriosi. Da tre anni, durante Halloween, ospita visite e racconti tenebrosi. Quest’anno, visto il grande successo delle edizioni precedenti, il programma è iniziato nel pomeriggio, per coinvolgere anche le famiglie e i bambini più piccoli.
Quindi l’evento non era pensato solo per chi partecipa alle visite serali.
Esatto. Giada Muto, responsabile della mediazione culturale e degli eventi per i Musei Civici di Locarno, ha spiegato che l’iniziativa è stata estesa durante la giornata di Halloween proprio per accogliere le famiglie e i bambini più piccoli.
E oltre all’atmosfera di Halloween, quali storie vengono raccontate?
All’interno del castello c’è una prigione chiamata prigione delle streghe. Durante la visita notturna, una parte importante del percorso è dedicata alle donne condannate per stregoneria proprio a Locarno.
Un tema storico piuttosto duro, dunque.
Sì, e il racconto si basa su una fonte precisa: il volume “Memorie Storiche di Locarno fino al 1660”, scritto dall’avvocato Gian Gaspare Nessi. Halloween diventa così un’occasione per parlare di una parte difficile della storia locale.
In questo modo una tradizione contemporanea aiuta a guardare al passato.
Proprio così. Per molti ragazzi Halloween è semplicemente una festa. In passato, invece, veniva talvolta chiamata con disprezzo un’americanata. A Locarno, la celebrazione è stata usata per collegare il castello, le storie della città e le nuove generazioni.
Grazie, Giulia.
Il ritrovamento.
È la scoperta di qualcosa; nella storia sentiamo: «Questa settimana gli archeologi di Pompei hanno raccontato il ritrovamento di un armadio».
Il ritrovamento del documento ha sorpreso gli storici.
La traccia.
È un segno lasciato da qualcosa; nella storia sentiamo: «della quale sono rimaste solo tracce deboli».
Una traccia di fango era visibile sul pavimento.
La quotidianità.
È la vita di tutti i giorni; nella storia sentiamo: «questi oggetti avvicinano gli studiosi alla sua quotidianità».
La fotografia mostra la quotidianità di una famiglia.
Parte due: la grammatica.
Il discorso indiretto: «Giada Muto, responsabile della mediazione culturale e degli eventi per i Musei Civici di Locarno, ha spiegato che l’iniziativa è stata estesa durante la giornata di Halloween proprio per accogliere le famiglie e i bambini più piccoli.»
Con «ha spiegato che» riferiamo le parole o le informazioni di un’altra persona senza citarle direttamente.
Nella storia sentiamo: «Giada Muto, responsabile della mediazione culturale e degli eventi per i Musei Civici di Locarno, ha spiegato che l’iniziativa è stata estesa durante la giornata di Halloween proprio per accogliere le famiglie e i bambini più piccoli.»
Il direttore ha detto che il museo aprirà domani.
Ripeti: Giada Muto, responsabile della mediazione culturale e degli eventi per i Musei Civici di Locarno, ha spiegato che l’iniziativa è stata estesa durante la giornata di Halloween proprio per accogliere le famiglie e i bambini più piccoli.
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