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I dazi americani bloccano parte delle vendite di latte canadese, mentre Nvidia contesta le paure di una fine del mondo causata dall’IA.
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Benvenuti a LinguaWire Italiano B1.
Oggi abbiamo due storie: il latte canadese bloccato dai dazi e i timori sull’intelligenza artificiale.
Se volete leggere mentre ascoltate, la trascrizione completa e il vocabolario spiegato vi aspettano su linguawire.com.
I dazi americani stanno mettendo sotto pressione gli allevatori di latte in Canada.
Ora parliamo con Enzo, il corrispondente di LinguaWire per l'economia.
Grazie, Luca. Qui il problema è molto concreto.
Ogni due giorni, dalla fattoria escono 28.000 litri di latte crudo.
Ma una parte di quel latte non trova più sbocco negli Stati Uniti.
E questo blocco è arrivato tutto insieme, con quel dazio del 50 per cento?
Sì. Il nuovo dazio sui beni canadesi è entrato in vigore il 22 agosto.
Tra i prodotti colpiti ci sono anche quelli lattiero-caseari.
Da allora le vendite oltre confine si sono praticamente fermate.
Quindi non è solo una questione di esportazioni.
C’entra tutta la filiera, giusto?
Esatto. Un allevatore della Columbia Britannica ha spiegato che i produttori non decidono da soli dove va il latte.
Lo vendono dentro un sistema provinciale.
Questo sistema distribuisce il latte ai trasformatori, in base alla domanda.
E se la domanda americana cala, il colpo si sente subito a monte.
Che cosa succede allora per i produttori?
Proprio così. Se un trasformatore non riesce più a vendere negli Stati Uniti, può chiedere meno latte.
Quel taglio si scarica poi sull’intero gruppo di produttori della provincia.
Mi colpisce anche il fatto che si tratti di latte fresco.
Non si può tenere fermo a lungo.
Infatti. Il latte è deperibile e viene raccolto con tempi stretti.
Per questo gli allevatori dicono che non basta aspettare.
Se non c’è mercato, bisogna trovare subito un altro sbocco.
Si parla già di latte buttato via, allora?
È uno dei timori più seri.
L’allevatore intervistato ha detto che, nello scenario peggiore, il latte in più potrebbe essere buttato.
Ha aggiunto che persino il numero di vacche potrebbe dover scendere.
Questa immagine è forte.
Le vacche non si possono “accendere” e spegnere come una macchina.
Sì, e lui l’ha detto proprio così: non sono un rubinetto.
La produzione richiede tempo, animali, lavoro quotidiano.
Ma la domanda può cambiare molto più in fretta.
C’è anche un’incertezza economica più ampia?
O il danno è solo immediato?
Sì. Un responsabile del settore ha detto che c’è ancora molta incertezza sull’impatto dei dazi.
Per ora non si sa se il latte non venduto negli Stati Uniti potrà essere venduto altrove, almeno in parte.
Quindi il punto non è solo il prezzo più alto.
Conta anche la fragilità di un sistema che sembra stabile finché il mercato regge.
Esatto. Questa vicenda mostra quanto siano delicati i commerci agricoli.
Basta una misura commerciale e un’intera rete di produttori deve riorganizzarsi in fretta.
Grazie, Enzo.
Il capo di Nvidia respinge gli scenari più estremi sull’intelligenza artificiale.
Ora parliamo con Chiara, la corrispondente di LinguaWire per la tecnologia.
Grazie, Luca. Jensen Huang ha definito “narrazioni da fine del mondo” gli avvertimenti.
Secondo questi avvertimenti, l’IA potrebbe portare all’estinzione dell’umanità entro il prossimo decennio.
Ha detto una frase molto netta, allora.
Molto netta, sì.
In un’intervista ha detto che il 2030 non sarà la fine del mondo.
Ha aggiunto che c’è “zero per cento” di possibilità che succeda.
Ha anche detto che spaventare le persone è inutile e irresponsabile.
E questa presa di posizione arriva in un momento di forte discussione pubblica.
Che cosa dicono gli altri nel settore?
Nelle ultime settimane alcuni ricercatori hanno alzato l’allarme sui possibili rischi dell’IA.
Diversi dirigenti del settore hanno chiesto di rallentare lo sviluppo dei modelli.
Quindi non si parla più solo di tecnologia.
Si parla anche di sicurezza e di regole.
Sì.
Huang ha detto che queste previsioni non si basano sulla scienza.
Ha aggiunto che, per la sua azienda, è nell’interesse di tutti costruire prodotti in modo responsabile.
Mi sembra anche un messaggio molto strategico.
Difende il settore, ma prova pure a difendere il valore della sua azienda.
Assolutamente.
Ha detto che il successo della società è legato al fatto che i prodotti vengano usati in modo sicuro.
Se questo non accade, il valore dell’azienda si riduce.
Ha anche criticato chi chiede di rallentare?
Sì. Ha suggerito che alcune aziende, parlando di rallentamento, stiano cercando protezione legale.
Secondo lui, questa protezione servirebbe per i danni che i loro prodotti potrebbero causare.
Ha persino detto di leggere tra le righe.
Quella è una frase pesante.
Sposta il dibattito dal rischio tecnico al terreno delle responsabilità.
Proprio così.
E intanto Nvidia resta un attore centrale.
Produce chip fondamentali per far funzionare molti sistemi di IA.
Nel frattempo, anche il mondo politico entra nel dibattito, giusto?
Sì.
Huang era già apparso a un vertice nel Regno Unito, dove il re Carlo ha parlato dei pericoli esistenziali dell’IA.
Negli Stati Uniti, invece, il presidente Trump ha minimizzato queste paure e le ha definite una bufala.
Quindi abbiamo tre livelli.
Ricerca, aziende e politica, tutti con toni molto diversi.
Esatto.
E questa differenza mostra che la domanda non è più se l’IA conti.
La domanda è chi deve guidarla, con quali regole e con quale livello di prudenza.
Grazie, Chiara.
Passiamo al ripasso di oggi.
Nel servizio sul latte, tre parole utili sono: il dazio, deperibile, lo sbocco.
il dazio, maschile
Vuol dire una tassa sulle merci che entrano in un paese. Nel servizio si parla di «un dazio del 50 per cento».
Il governo ha imposto un dazio su alcuni prodotti importati.
deperibile
Vuol dire che si rovina facilmente; nel servizio si parlava di latte, che è un prodotto deperibile.
La frutta fresca è deperibile e va consumata presto.
lo sbocco, maschile
Vuol dire un posto o un mercato dove si può vendere qualcosa. Nel servizio il latte non trovava più uno sbocco.
Per quel prodotto serve subito un nuovo sbocco.
è entrato in vigore
Si usa per parlare di un’azione conclusa nel passato con il verbo essere e un participio passato.
sono entrato, sei entrato, è entrato, siamo entrati, siete entrati, sono entrati
«Il nuovo dazio sui beni canadesi è entrato in vigore il 22 agosto.»
«Huang era già apparso a un vertice nel Regno Unito.»
Ripeti: è entrato in vigore
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