LINGUAWIRE

Protesters Try to Save the Kennedy Center

Una protesta davanti al Kennedy Center e il blocco di tre testate alla Casa Bianca mostrano due nuovi scontri con il potere di Trump.

A current Italian news story adapted for language learners at B1, with audio, transcript, vocabulary and comprehension work.

Benvenuti a LinguaWire Italiano B1.

Oggi abbiamo due storie: la catena umana al Kennedy Center e il divieto per tre redazioni alla Casa Bianca.

Per aiutarvi a capire questo episodio, su linguawire.com trovate le trascrizioni, le traduzioni in inglese e il vocabolario spiegato.

Una catena umana difende il Kennedy Center

A Washington, una protesta davanti al Kennedy Center mette in discussione il controllo del luogo da parte di Trump.

Ora parliamo con Giulia, la corrispondente di LinguaWire per la società.

Grazie, Luca. Qui la protesta non è stata solo simbolica.

Centinaia di persone si sono riunite fuori dal Kennedy Center.

Hanno formato una catena umana attorno all’edificio.

Quindi non c’era solo un cartello?

Oppure un piccolo presidio?

Esatto. Gli attivisti volevano difendere il centro.

Chiedono che Trump venga rimosso come presidente del consiglio di amministrazione.

Dicono che non abbia protetto né gestito bene il posto.

E tutto nasce dalle mosse fatte da Trump nei mesi scorsi?

Sì. L’idea di fondo è questa.

Trump si è messo al comando del Kennedy Center.

Prima ha tolto la vecchia dirigenza.

Poi ha sostituito alcuni membri del consiglio con persone scelte da lui.

Ha anche parlato di chiudere il centro.

Ha parlato perfino di demolirlo.

Questo rende la protesta molto più concreta.

Non riguarda solo l’arte in generale.

Giusto?

Proprio così. Per chi protesta, il Kennedy Center non è un edificio qualsiasi.

È un memoriale dedicato a John F. Kennedy.

È anche un simbolo culturale per molti americani.

Per questo la catena umana aveva un messaggio politico, ma anche emotivo.

Mi colpisce anche il fatto che abbiano scelto musica, testimonianze e discorsi.

Poi hanno fatto la catena?

Sì, volevano unire protesta e cultura.

Il gruppo che ha organizzato l’evento dice di voler proteggere anche altre istituzioni artistiche da scelte simili.

Hanno già fatto altre proteste lì quest’anno.

Questa è parte di una pressione più ampia.

Quindi non è una reazione improvvisa a una sola frase.

No, è una tensione che cresce da tempo.

E questa scena mostra una cosa semplice ma forte.

Quando il potere politico entra in uno spazio culturale, per molti la difesa del luogo diventa difesa della comunità.

Grazie, Giulia.

Tre redazioni vengono fermate alla Casa Bianca

Alla Casa Bianca, tre grandi testate hanno visto i loro giornalisti fermati dopo il divieto annunciato da Trump.

Ora parliamo con Matteo, il corrispondente di LinguaWire per la società.

Grazie, Luca. Sì, sabato alcuni giornalisti di CNN, MS NOW e Politico sono stati respinti all’ingresso della Casa Bianca.

Quindi il divieto annunciato online il giorno prima è diventato subito reale?

Esatto. Trump aveva scritto che stava “bandendo” questi media con effetto immediato.

Il giorno dopo, sulla collina della Casa Bianca, gli addetti alla sicurezza hanno negato l’accesso ad almeno alcuni loro inviati.

E qui parliamo di pass giornalistici che vengono tolti.

Non solo di un avviso verbale.

Sì, ed è questo il punto più serio.

Una reporter ha detto che la sua tessera era stata disattivata.

Un fotografo ha detto che i pass gli sono stati confiscati quando sono usciti dal posto di controllo.

In pratica, senza badge non si entra.

Le redazioni hanno risposto subito?

Sì. CNN ha definito il divieto un attacco illegale al diritto di fare informazione senza interferenze del governo.

MS NOW ha detto che difenderà i propri diritti e il ruolo del giornalismo indipendente.

Anche Politico ha parlato di difesa energica della libertà di stampa.

Mi sembra una storia che va oltre queste tre testate.

Assolutamente. Perché il tema vero è l’accesso al potere.

Se un presidente decide chi può entrare e chi no, il rapporto tra governo e stampa cambia molto.

E non riguarda solo i giornalisti.

Riguarda il diritto del pubblico a sapere cosa succede dentro le istituzioni.

E in questo caso c’era anche una contestazione forte da parte delle redazioni.

Sì, e il tono delle loro risposte lo mostra bene.

Non hanno parlato di un semplice malinteso.

Hanno parlato di una misura che tocca direttamente il Primo Emendamento.

Quindi uno dei principi più sensibili della democrazia americana.

Grazie, Matteo.

Vediamo adesso alcune parole utili e una struttura che avete sentito nel servizio.

catena

Vuol dire una serie di elementi uno dopo l’altro; nel servizio: «hanno formato una catena umana attorno all’edificio».

Al polso porto sempre una catena sottile.

presidio

Vuol dire una presenza organizzata in un punto per protesta o controllo.

Nel servizio è stata usata in «non c’era solo un cartello o un piccolo presidio».

Davanti al municipio c’era un presidio di studenti.

dirigenza

Vuol dire il gruppo che guida un’organizzazione; nel servizio è stata usata in «dopo aver tolto la vecchia dirigenza».

La nuova dirigenza deve ascoltare più persone.

Il passato prossimo con essere.

Si usa per parlare di azioni finite nel passato, soprattutto con verbi di movimento o di cambiamento.

Si forma con essere più il participio passato.

io sono arrivato, tu sei arrivato, lui è arrivato, noi siamo arrivati, voi siete arrivati, loro sono arrivati

«centinaia di persone si sono riunite»

I tifosi sono arrivati presto allo stadio.

Ripeti: si sono riunite

Italian news for learners · Italian podcast · Italian Coursebook · Italian level test · Today's episodes · How it works · Podcast and video · Programme · News · Coursebook · Level check · For students and exams · Weekly crossword · Enrol