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Una nave iraniana viene colpita vicino allo stretto di Hormuz, mentre a Delhi i Brics cercano unità ma restano divisi su Europa, Stati Uniti e il nuovo ordine
A current Italian news story adapted for language learners at B1, with audio, transcript, vocabulary and comprehension work.
Benvenuti a LinguaWire Italiano B1.
Oggi abbiamo due storie: la nave iraniana colpita nello stretto di Hormuz e il vertice Brics con l’Iran.
Per aiutarvi a capire questo episodio, su linguawire.com trovate le trascrizioni, le traduzioni in inglese e il vocabolario spiegato.
Nel Golfo Persico, un attacco a una nave iraniana ha riacceso la tensione nello stretto di Hormuz.
Ora parliamo con Paolo, il corrispondente di LinguaWire per la società.
Grazie, Luca. La notizia di oggi è concreta: una nave commerciale iraniana è stata colpita vicino allo stretto di Hormuz.
E lì passano già tantissime rotte del petrolio. Che cosa dicono i primi bilanci?
I media di Stato iraniani dicono che una persona è morta. Altre tre sono rimaste ferite.
Quindi i numeri sono già seri. C’è anche un altro resoconto, però?
Sì. In un altro resoconto si parla di una vittima e di quattro feriti. Per ora resta questa differenza tra le fonti.
Capito. E intanto il problema non riguarda solo la nave.
Riguarda anche il traffico nella zona. Quanto pesa questo?
Pesa molto. Quando un attacco avviene in un passaggio così stretto, le compagnie diventano più caute.
E i costi possono salire.
E in queste ore si è parlato anche di un’altra mossa degli Houthi, giusto?
Esatto. I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno ampliato il loro controllo su Bab el-Mandeb.
È un altro passaggio strategico. Fa passare molto traffico marittimo.
Perché quel punto è così importante per il commercio?
Perché molto petrolio saudita passa da lì. Se il passaggio è più esposto, è più facile mettere pressione sulle esportazioni.
Bab el-Mandeb è lontano da Hormuz, ma l’effetto sembra simile.
Più rischio per le navi, quindi.
Proprio così. Sono due punti diversi, ma entrambi sono stretti cruciali.
C’è stata anche una risposta militare sul terreno?
Sì. Le forze del governo yemenita, appoggiate dall’Arabia Saudita, hanno detto di aver lanciato attacchi contro Mokha.
La città era appena passata sotto controllo Houthi.
E che cosa dicono di questi attacchi?
Parlano di mezzi distrutti e di combattenti uccisi. È un segno che il conflitto continua a spostarsi.
Questa parte mostra quanto il conflitto si allarghi e si intrecci con il commercio del mare.
Sì, Luca. Oggi non si parla solo di guerra in senso classico.
Si parla anche di porti, rotte e prezzi.
Grazie, Paolo.
A Delhi, il gruppo Brics ha mostrato unità, ma anche divisioni profonde sul nuovo ordine globale.
Ora parliamo con Elena, la corrispondente di LinguaWire per la società.
Grazie, Luca. Il vertice di questo fine settimana ha messo insieme leader che non sono affatto alleati naturali.
E già questo dice molto.
Chi c’era intorno al tavolo?
C’erano, tra gli altri, il presidente cinese Xi Jinping. C’era anche quello russo Vladimir Putin.
E poi?
C’era il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
C’era il principe ereditario di Abu Dhabi.
E anche un leader africano, giusto?
Sì, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa.
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha detto che questi paesi dovrebbero dare sempre più le regole, non riceverle.
Una frase forte.
Ma il punto non è solo il linguaggio, vero?
No. Per alcuni membri, Brics dovrebbe servire a ridurre l’influenza di Stati Uniti ed Europa occidentale.
Però l’India non vuole spingere il gruppo contro l’Occidente.
Esatto. Modi ha detto che il gruppo non è contro nessuno.
Questa linea prudente serve a tenere insieme paesi molto diversi.
Sì, perché Delhi vuole restare in rapporto con paesi che, in altri contesti, sono anche rivali.
Quindi il vertice aveva anche un valore simbolico, oltre ai testi finali.
Certo. Riunire tutti questi leader in persona è già un risultato diplomatico.
Ma il vertice ha prodotto qualcosa di concreto, oppure solo belle parole?
Un risultato c’è stato: una dichiarazione comune. Non è poco.
Perché dici che non è poco?
Perché in altri incontri di quest’anno i ministri Brics non erano riusciti nemmeno a trovare un testo condiviso.
Quindi il consenso è arrivato, ma senza grandi passi avanti sui temi difficili.
Esattamente. I membri hanno evitato i punti su cui litigano di più.
E questo cosa ci dice sul gruppo, secondo te?
Che Brics è grande e visibile, ma non semplice da guidare.
Chiaro. Stare allo stesso tavolo non vuol dire andare nella stessa direzione.
Proprio così, Luca.
Passiamo ora al ripasso.
la nave
Vuol dire un’imbarcazione grande, usata per trasportare persone o merci. Nella prima storia: «una nave commerciale iraniana è stata colpita». Una nave può restare in porto quando il mare è agitato.
lo stretto
Vuol dire un passaggio di mare molto stretto tra due terre. Nella prima storia: «lo stretto di Hormuz». Lo stretto era controllato con molta attenzione durante la crisi.
ampliare
Vuol dire rendere più grande o più esteso. Nella prima storia: «hanno ampliato il loro controllo su Bab el-Mandeb». Le aziende cercano di ampliare la loro presenza in altri mercati.
È stata colpita
Il passato prossimo con essere si usa per parlare di azioni finite. Con molti verbi, il participio concorda con il soggetto.
è stata, sono rimaste, sono passati
«una nave commerciale iraniana è stata colpita»
La porta è stata chiusa.
Ripeti: è stata colpita
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