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Le compagnie aeree avvisano sempre di più sui problemi con le batterie al litio. In Mozambico, le inondazioni hanno distrutto campi e strade, e ora molte fami
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Oggi abbiamo due storie: le batterie al litio sugli aerei e la seconda crisi dopo le inondazioni in Mozambico.
Per aiutarvi a capire questo episodio, su linguawire.com trovate le trascrizioni, le traduzioni in inglese e il vocabolario spiegato.
Batterie al litio: perché le compagnie aeree stanno avvisando i passeggeri.
Ora parliamo con Marco, il corrispondente di LinguaWire per i trasporti.
Negli ultimi mesi gli avvisi sono aumentati, perché sugli aerei crescono gli episodi con batterie al litio.
Quindi non si parla di un rischio teorico, ma di problemi che succedono davvero a bordo.
Esatto. Un giornalista per Las Vegas ha visto fumo uscire dietro l’aereo, dopo un pacco batteria surriscaldato e in fiamme.
Immagino un momento molto teso per l’equipaggio e per i passeggeri.
Sì, e l’equipaggio ha reagito subito: ha messo il dispositivo nell’acqua. L’aereo è atterrato presto, con i vigili del fuoco già in pista.
Che cosa dicono le autorità sul quadro generale?
Secondo l’autorità civile del Regno Unito, le batterie al litio sono tra i tre rischi principali da anni. Negli Stati Uniti, i dati mostrano 51 incidenti verificati fino al 15 luglio di quest’anno.
Cinquantauno è un numero che fa capire bene quanto il tema sia serio. Ma quali sono gli errori più comuni dei passeggeri?
Soprattutto due: mettere questi dispositivi nel bagaglio da stiva e dimenticare batterie o apparecchi in valigia. Poi ci sono cavi sbagliati, uso poco attento e dispositivi incastrati nel sedile o nel vano sopra la testa.
Quindi il problema non è solo il tipo di batteria, ma anche come viene usata e trasportata.
Proprio così. Un tecnico spiega che il litio non brucia facilmente. Il problema è che il dispositivo può scaldarsi molto, molto in fretta. In cabina è più difficile gestire la situazione.
C’è anche un legame con il numero crescente di oggetti che portiamo con noi, giusto?
Sì. Gli esperti citano telefoni, power bank, tablet e laptop, ma anche smartwatch, occhiali smart e sigarette elettroniche. In pratica, molti passeggeri non si rendono conto di quanti oggetti usino questa tecnologia.
Ecco il punto che interessa alle compagnie: più dispositivi ci sono, più cresce il rischio operativo.
Esatto, e per questo le compagnie insistono su regole semplici: tenere questi oggetti in cabina, non nella stiva. Se c’è un problema, raffreddarli subito con acqua o sistemi speciali.
Mi colpisce anche un altro aspetto: non sembra una soluzione facile o economica cambiare tecnologia.
Infatti. Per ora non ci sono alternative economiche davvero pronte, e le aziende hanno investito molto nel litio. Quindi la strategia, almeno adesso, è soprattutto prevenzione e controllo.
Mozambico: dopo le inondazioni arriva la fame.
Ora parliamo con Elena, la corrispondente di LinguaWire per l’ambiente.
A Xai-Xai, nel sud del Mozambico, molte famiglie vivono una seconda emergenza dopo le inondazioni: non hanno più abbastanza cibo né soldi per comprarlo.
Quindi l’acqua si è ritirata, ma la crisi non è finita.
Esatto. Joacim Pinto dice che i campi erano vuoti, gli animali sono spariti e gli orti sono stati portati via dall’acqua.
È una perdita doppia: prima la casa o la terra, poi il cibo quotidiano.
Sì, perché in molte zone rurali l’agricoltura non è solo lavoro, è anche una rete di protezione. Prima delle inondazioni, il suo orto riduceva la dipendenza dai negozi. Adesso deve comprare quasi tutto, e i prezzi sono saliti.
Quali danni hanno lasciato le inondazioni più in generale?
Secondo il rapporto, circa 275.405 ettari di terra agricola sono stati colpiti, e circa 314.783 agricoltori sono a rischio. I campi sono stati sommersi, i raccolti persi e molte strade danneggiate.
Quindi il problema non è solo nei villaggi, ma anche nei collegamenti tra campi e mercati.
Esatto. Quando le strade diventano impraticabili, il cibo non arriva facilmente dove serve. Alcuni mercati hanno smesso di funzionare, e i costi di trasporto sono saliti.
E questo spiega perché i prezzi aumentano così in fretta.
Sì. Una portavoce del Programma alimentare mondiale dice che in molte aree colpite ci sono scorte perse, campi distrutti e mercati che non funzionano più. I prezzi salgono soprattutto per la mancanza di offerta.
Un agricoltore può perdere il raccolto, ma quando manca anche il mercato il danno si allarga a tutti.
Proprio così. Un professore che studia clima e sistemi alimentari dice che, dopo inondazioni e siccità, le famiglie povere fanno più fatica a comprare cibo diverso. La dieta diventa più povera.
E tutto questo arriva dopo un altro shock climatico, se non sbaglio.
Sì, perché molte comunità stavano ancora cercando di riprendersi da una forte siccità legata a El Niño. Quindi non c’è stato davvero tempo per recuperare prima del nuovo disastro.
Anche il commercio locale sembra aver dovuto adattarsi in fretta.
Un autista e commerciante di cibo dice che ha dovuto aumentare del 10 percento il prezzo di riso, farina, pollo vivo e altri prodotti. Dice: “È affari; è sopravvivenza”.
È una frase semplice, ma fa capire bene il conflitto tra costi, lavoro e bisogno delle famiglie.
Sì, ed è proprio questa la seconda crisi: non basta uscire dall’acqua, bisogna anche riuscire a comprare da mangiare dopo.
Vediamo tre parole utili dalla storia del Mozambico.
La prima è colpire, un verbo. Nella storia si dice che la terra agricola è stata colpita dall’acqua. Esempio: La pioggia ha colpito il campo.
La seconda è il raccolto, un nome maschile. Nella storia si parla di raccolti persi. Esempio: Il raccolto di mais è andato male quest’anno.
La terza è la scarsità, un nome femminile. Nella storia i prezzi salgono per la scarsità di cibo. Esempio: La scarsità d’acqua crea problemi in estate.
Ora la grammatica: “sono stati colpiti”.
Usiamo questa forma per parlare di qualcosa che ha ricevuto un’azione nel passato.
Esempio uno: circa 275.405 ettari di terra agricola sono stati colpiti.
Esempio due: molte strade sono state danneggiate.
Ripeti: sono stati colpiti.
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