LINGUAWIRE

Democratici avanti 52%-45%: Trump è al 60% di disapprovazione

La missione di pace dell’ONU nel Sahara Occidentale è terminata dopo 35 anni. Negli Stati Uniti, un sondaggio mostra un vantaggio dei Democratici prima delle

A current Italian news story adapted for language learners at A2, with audio, transcript, vocabulary and comprehension work.

Benvenuti a LinguaWire.

Oggi parliamo della fine della missione ONU nel Sahara Occidentale e di un nuovo sondaggio sulle elezioni negli Stati Uniti.

Tutto quello che diciamo oggi è scritto per voi, con il vocabolario spiegato, su linguawire.com.

La missione ONU finisce nel Sahara Occidentale: rischio di nuovi scontri

La prima storia è la fine della missione ONU nel Sahara Occidentale.

Con noi c’è Martina, la corrispondente di LinguaWire per gli esteri.

Ciao Luca. L’ONU ha concluso la sua missione di pace nel Sahara Occidentale, dopo trentacinque anni.

Perché la missione è finita proprio adesso?

Venerdì il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non ha rinnovato il mandato della missione. Il mandato era l’autorizzazione ufficiale per continuare il lavoro. Senza un nuovo mandato, la missione è scaduta domenica.

Di quale missione parliamo?

Si chiama MINURSO. L’ONU l’ha creata nel 1991 per controllare un cessate il fuoco e preparare un referendum sul futuro del territorio.

Un cessate il fuoco è un accordo per fermare i combattimenti. Qual è il conflitto nella regione?

Il Sahara Occidentale è una grande regione desertica nel nord-ovest dell’Africa. La Spagna ha lasciato il territorio nel 1975. Da allora il Marocco considera il Sahara Occidentale parte del proprio territorio.

E chi non è d’accordo con il Marocco?

Il Fronte Polisario rappresenta il popolo sahrawi, la popolazione indigena della regione. Il movimento, sostenuto dall’Algeria, vuole creare uno Stato indipendente chiamato Repubblica Sahrawi.

Che cosa è successo al Consiglio di Sicurezza?

Gli Stati Uniti avevano proposto di prolungare la missione per un anno. La proposta sosteneva il principio di autodeterminazione, cioè il diritto di un popolo a decidere il proprio futuro. Però voleva anche togliere la parola “referendum” dal nome della missione e usare solo il piano di autonomia del Marocco come base per i nuovi colloqui.

La proposta aveva abbastanza sostegno?

Undici dei quindici membri del Consiglio erano favorevoli, compresi Francia e Regno Unito. Ma la Russia ha usato il veto. Il Consiglio ha poi respinto una proposta alternativa della Russia.

Quindi non è rimasta nessuna decisione per continuare la missione.

Esatto. Dal primo novembre è iniziata la fase di chiusura. Le attrezzature della missione saranno riportate nei Paesi che avevano inviato le truppe.

L’ONU teme conseguenze per la sicurezza?

Sì. Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha detto di essere preoccupato per la sicurezza nel territorio e per il rischio di nuovi scontri. Ha chiesto a tutte le parti di evitare azioni che possono aumentare la tensione.

Che cosa può accadere adesso?

Le operazioni di pace della MINURSO sono finite, ma Guterres ha detto che l’ONU è pronta a sostenere il dialogo per una soluzione pacifica. Il Marocco ha definito importante la mancata proroga. L’Algeria ha invece espresso forte dispiacere e ha criticato la posizione degli Stati Uniti.

Grazie, Martina.

Sondaggio: i Democratici avanti prima delle elezioni di metà mandato

La seconda storia riguarda un sondaggio sulle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Con noi c’è Paolo, il corrispondente di LinguaWire per la politica.

Ciao Luca. Un nuovo sondaggio nazionale mostra un vantaggio dei Democratici pochi giorni prima delle elezioni di martedì.

Quanto è grande questo vantaggio?

Tra gli elettori registrati, il 52 per cento preferisce un Congresso controllato dai Democratici. Il 45 per cento preferisce i Repubblicani. È una differenza di sette punti.

E il vantaggio è cresciuto rispetto al mese scorso?

Sì, è aumentato di due punti. Tra gli elettori indipendenti, cioè quelli che non si identificano con uno dei due grandi partiti, i Democratici hanno un vantaggio di ventuno punti.

Ci sono ancora elettori che non hanno deciso?

Sì, il 3 per cento era ancora indeciso quando è stato fatto il sondaggio, dal 28 al 30 ottobre. Questi voti possono essere importanti nelle gare molto equilibrate per la Camera e il Senato.

Il sondaggio parla anche del presidente Donald Trump?

Sì. Il 60 per cento degli elettori non approva il lavoro di Trump. È il dato più alto nei sondaggi durante i suoi due mandati. Il 40 per cento, invece, lo approva.

Quali sono le principali ragioni di questa insoddisfazione?

L’economia è una ragione importante. Circa tre elettori su quattro non sono soddisfatti della situazione economica. Inoltre, quasi due terzi vogliono un cambiamento rispetto alla direzione data da Trump al Paese.

E come vedono la propria situazione economica?

Per la prima volta in trent’anni di questi sondaggi, più elettori sono insoddisfatti che soddisfatti della loro situazione finanziaria personale. Il 51 per cento è insoddisfatto, mentre il 49 per cento è soddisfatto.

Sembra un quadro difficile per i Repubblicani.

Ci sono segnali difficili per loro, ma il quadro non è semplice. Sugli argomenti principali, gli elettori giudicano Democratici e Repubblicani in modo quasi uguale. Anche il Partito Democratico resta poco popolare.

Dove i Repubblicani mantengono il loro sostegno?

Gli elettori repubblicani restano fedeli al partito nei distretti già controllati dai Repubblicani e negli Stati vinti da Trump nel 2024. Molte elezioni decisive per Camera e Senato si svolgono proprio in queste zone.

Che cosa decideranno le elezioni di martedì?

Decideranno chi controllerà il Congresso. I Repubblicani hanno oggi piccole maggioranze sia alla Camera sia al Senato. Il sondaggio indica un vantaggio democratico, ma le gare più combattute e gli elettori indecisi possono ancora influenzare il risultato.

Grazie, Paolo.

Parte uno: il vocabolario.

Il mandato.

Significa l’autorizzazione ufficiale; nella storia: «Venerdì il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non ha rinnovato il mandato della missione.»

Il governo rinnova il mandato del direttore.

Il veto.

È il potere di bloccare una decisione; nella storia: «Ma la Russia ha usato il veto.»

Un Paese usa il veto contro la proposta.

Il sostegno.

È l’appoggio a una proposta o a un’idea; nella storia: «La proposta aveva abbastanza sostegno?»

Il progetto ha il sostegno di molti cittadini.

Parte due: la grammatica.

I pronomi diretti: «L’ONU l’ha creata nel 1991 per controllare un cessate il fuoco e preparare un referendum sul futuro del territorio.»

Il pronome diretto «l’» sostituisce «la missione» e va prima del verbo. «Creata» è femminile perché si riferisce a «missione».

Nella storia ascoltiamo: «L’ONU l’ha creata nel 1991 per controllare un cessate il fuoco e preparare un referendum sul futuro del territorio.»

Per esempio: «La proposta? La leggo oggi.»

Ripeti: L’ONU l’ha creata nel 1991 per controllare un cessate il fuoco e preparare un referendum sul futuro del territorio.

Italian news for learners · Italian podcast · Italian Coursebook · Italian level test · Today's episodes · How it works · Podcast and video · Programme · News · Coursebook · Level check · For students and exams · Weekly crossword · Enrol