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Mbappé passa a On, mentre negli Stati Uniti cresce la prudenza sull’intelligenza artificiale.
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Benvenuti a LinguaWire Italiano A2.
Oggi abbiamo due storie: Mbappé lascia Nike e l’AI preoccupa gli americani.
Per aiutarvi a capire questo episodio, trovate trascrizioni, traduzioni inglesi e vocabolario spiegato.
Il calcio e il business cambiano ancora per Mbappé.
Ora parliamo con Enzo, il corrispondente di LinguaWire per l'economia.
Certo, Luca. Grazie. C’è una novità importante nel mondo dello sport.
Kylian Mbappé ha firmato un nuovo accordo con On.
Quindi Nike ha lasciato andare uno dei volti più famosi del calcio.
Sì, Nike ha deciso di non rinnovare il contratto.
Secondo una persona vicina, il gruppo credeva di aver già vissuto gli anni migliori.
E On entra nel calcio in modo molto visibile.
Esatto. Per On, questo è il primo accordo con un giocatore di calcio.
Il marchio svizzero era conosciuto soprattutto per la corsa.
Ora prova a farsi vedere anche nel calcio.
C’è anche un altro nome noto in questa mossa?
Sì. La società ha annunciato anche Thierry Henry.
Lo ha scelto come direttore del calcio.
Per molti tifosi francesi, questo nome dà subito peso al progetto.
Mi colpisce il fatto che Mbappé resti al centro del mercato.
Non solo al centro del campo.
Proprio così. Ha 27 anni.
Nel mondiale del 2030 ne avrà 31.
È ancora molto giovane per un nome così grande.
E Nike, invece, perché si muove adesso?
La società vuole rilanciare il marchio e le idee sui prodotti.
In più, le vendite sono lente, soprattutto in Cina.
Il titolo in borsa è sceso molto nell’ultimo anno.
Quindi non è solo sport.
C’entra anche la strategia.
Esatto. Per Nike è una perdita simbolica.
Per On è una conquista enorme.
È un cambio di immagine molto chiaro.
Mbappé ha detto qualcosa sulla scelta?
Sì, ha detto che vuole costruire qualcosa di nuovo.
Vuole portare esperienza e idee dentro il progetto.
On, da parte sua, parla di una prospettiva fresca.
Quindi entrambe le parti cercano un nuovo inizio.
Proprio così. E per On è una mossa molto visibile.
Si allontana dal solo mondo della corsa.
E entra in un altro grande spazio dello sport.
Grazie, Enzo.
Negli Stati Uniti, l’AI fa sperare.
Ma fa anche paura.
Ora parliamo con Chiara, la corrispondente di LinguaWire per la tecnologia.
Certo, Luca. Grazie. Qui parliamo di un nuovo sondaggio sugli americani.
Parliamo anche dell’intelligenza artificiale.
E il quadro non è semplice, vero?
No. Molte persone pensano che l’AI possa aiutare in medicina e nella ricerca.
Però temono anche che faccia male.
Qual è la paura più forte?
Due paure, in realtà.
Una è che i modelli di AI agiscano da soli.
L’altra è che siano usati da persone cattive.
Quindi la tecnologia non spaventa solo per quello che fa da sola.
Spaventa anche per l’uso che ne fanno gli esseri umani.
Esatto. C’è anche un’altra preoccupazione molto grande: il lavoro.
Molti americani pensano che l’AI toglierà posti di lavoro.
Alcuni dicono che renderà più facili i compiti quotidiani.
Però nessuno vuole bloccarla del tutto.
Giusto. La maggior parte non vuole fermare l’AI completamente.
Molti dicono invece: rallentiamo.
Regoliamo, ma continuiamo a svilupparla.
E chi dovrebbe controllarla?
Secondo il sondaggio, sia le aziende sia il governo.
Però molte persone non pensano che le aziende, da sole, la gestiranno bene.
Per questo chiedono più regole pubbliche.
C’è anche il tema della competizione con la Cina, quindi.
Sì, è un punto forte.
Molti pensano che gli Stati Uniti debbano sviluppare l’AI.
Serve per restare competitivi.
E questo cambia il tono del dibattito?
Sì, perché quasi nessuno vuole fermarla del tutto.
Le persone vogliono andare avanti, ma con più controllo.
Il sondaggio parla di prudenza, non di stop.
Insomma, il messaggio è prudenza.
Non panico.
Proprio così. Le persone vedono l’AI come qualcosa che può portare scoperte utili.
Ma anche problemi seri.
Per ora vogliono meno corsa cieca e più controllo.
Grazie, Chiara.
Vediamo parole utili e una struttura utile.
l’accordo
Vuol dire un’intesa tra due parti. Nella storia: «ha firmato un nuovo accordo». Esempio: Abbiamo trovato un accordo ieri.
il marchio
Vuol dire il nome commerciale di un’azienda. Nella storia: «il marchio svizzero». Esempio: Quel marchio è molto famoso.
la prudenza
Vuol dire attenzione, senza esagerare. Nel servizio: «il sondaggio parla di prudenza, non di stop». Esempio: Serve prudenza quando c’è un rischio.
ha firmato un nuovo accordo
Il passato prossimo con avere si usa per azioni finite nel passato.
Si forma con avere più participio passato.
ho firmato, hai firmato, ha firmato, abbiamo firmato, avete firmato, hanno firmato
«ha firmato un nuovo accordo»
Ho comprato un biglietto ieri.
Ripeti: ha firmato un nuovo accordo
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